l’Associazione Da Qui a Là è orgogliosa di avere portato a Collecchio il 15 Marzo 2026 il monologo teatrale “La stanza di Agnese”. Un monologo di un’ora e mezza che ti tiene incollato alla poltrona e ti permette di entrare in empatia con la famiglia del magistrato, conoscere lui e la sua vita, il suo impegno e persino il suo lato più intimo. Per una serata sembra di essere lì, a chiacchierare con sua moglie – impersonata dalla bravissima Sara Bevilacqua – e di conoscerlo di persona, mentre la gravità di quello contro cui lottava ti arriva a pugnalare a intervalli regolari, implacabili. Un Paolo Borsellino pubblico e privato, uomo e magistrato, con toni di tenerezza quando si tratta dei propri figli e di indignazione nei confronti dei traditori dello Stato.
La produzione Meridiani Perduti, nata dalla sinergia con la Scuola Antonino Caponnetto, vincitrice del progetto TRAC – Sezione Nuova Drammaturgia e premiata con L’Eolo Award 2024 per la migliore interpretazione (a Sara Bevilacqua) è dedicata al giudice Paolo Borsellino, nel trentennale della sua tragica scomparsa. Nel 2010 Agnese Piraino Leto in Borsellino, segnata da una terribile malattia, riceve una telefonata da parte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “Via D’Amelio è stata da colpo di stato”. Poche parole che inevitabilmente fanno riemergere i ricordi di una vita, sin da quando, figlia del presidente del Tribunale di Palermo e immersa negli usi e costumi dell’alta borghesia palermitana, incontra per la prima volta Paolo, giovane pretore a Mazara del Vallo. Da questo momento parte la narrazione della sua crescita accanto al marito e della scoperta di una Palermo diversa, meno luccicante di quella a cui era abituata, ma forse più bella, anche se disgraziata, passando attraverso i primi anni di matrimonio e la nascita dei figli. Fino a narrare i momenti più bui, compresa la morte di amici e colleghi di Paolo; i rapporti con la scorta che diventa parte della famiglia; la difficoltà di accettare la situazione da parte dei figli. Ma anche l’altro lato di Paolo, quello giocoso e sempre pronto allo scherzo, al “babbìo”. Il lavoro nel pool antimafia accanto a Giovanni Falcone fino alla terribile morte di quest’ultimo. Infine il tradimento da parte di chi avrebbe dovuto combattere al suo fianco. Tutto questo è “La Stanza di Agnese”. Più che un monologo, un dialogo incessante tra lei e Paolo, che continua tra le pieghe dei ricordi, con toni di tenerezza quando si tratta dei propri figli e di indignazione nei confronti dei traditori dello Stato. Lo spettacolo è nato da una lunga e meticolosa ricerca che ha direttamente coinvolto Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino, i tre figli del magistrato, e Salvatore, suo fratello.
Un testo scritto con accuratezza da Osvaldo Capraro, tanta attenzione alla verità e scritto in sinergia con i figli, ma, anche e soprattutto, con la capacità di emozionare, indispensabile perché rimanga scolpito nelle menti degli spettatori. Si ringrazia in modo particolare l’attenzione del Comune di Collecchio che ci ha fornito il patrocinio e che ha dimostrato attenzione e sensibilità per l’argomento trattato. La serata ha visto la partecipazione di un numeroso pubblico coinvolto e commosso, che ha applaudito a lungo la protagonista. Il 17 Marzo il monologo è stato riproposto al mattino presso il Teatro del Sacro Cuore per i giovani delle classi del Romagnosi, Bertolucci e Rondani, perché è fondamentale tenerne vivo il ricordo. Gli studenti, precedentemente preparati all’argomento hanno, alla fine della rappresentazione, dialogato con l’artista.
Sono passati oltre trent’anni dalla strage di Via D’Amelio. Una ferita ancora aperta nel cuore dell’Italia. Tante le indagini, i processi i depistaggi e le sentenze per una verità, forse, troppo dura da accettare.
“Tra le innumerevoli e svariate iniziative volte a diffondere la memoria del Giudice Paolo Borsellino e i valori di umanità, onestà’ e giustizia da lui espressi in tutto l’arco della sua vita, violentemente interrotta nella strage di via d’Amelio, “La Stanza di Agnese” è l’unica che ha rivolto una luce particolare alla donna che aveva condiviso con lui i momenti più difficili della sua esistenza, la moglie. Sara Bevilacqua, Daniele Guarini e la drammaturgia di Osvaldo Capraro, con lo straordinario e appassionato lavoro di ricerca e di interpretazione, hanno sublimato ne “La stanza di Agnese” il senso più autentico della vita dell’uomo e marito Paolo, prima ancora del giudice, attraverso proprio la voce della donna che ne ha “sposato” ogni scelta, anche quella più rischiosa per la propria incolumità. In quanto figli di quell’uomo e di quella donna, sentiamo di testimoniare senza indugio l’eccezionale professionalità e l’abile ingegno degli autori e della produzione tecnica nella ricostruzione di un contesto, umano, ambientale e storico, della cui verosimiglianza con la realtà ne sono prova le forti emozioni che l’opera ha suscitato anche in chi l’ha direttamente vissuta. Aderendo al progetto già dalla fase di ideazione in cui ci è stato prospettato dagli autori, apprezziamo ogni iniziativa volta a promuoverne la più ampia divulgazione, per l’alto valore sociale, informativo e formativo di cui quest’opera e’ portatrice nei contenuti e nella rappresentazione artistica.” Lucia, Manfredi e Fiammetta Borsellino
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