Mirzia e Sergio ci raccontano la loro permanenza a Batumi e l’avvio dei primo gruppi ACAT….
 20170325_153320 - Copia
Lunedi 20 marzo abbiamo fatto un incontro presso la Casa della Speranza  con un rappresentante dell”associazione IMEDI e 4 rappresentanti del Centro Narcologico tra i quali la direttrice. A questo incontro ereno presenti oltre a Mirzia e Sergio, Padre Gabriele di Caritas Georgiana, Tamasi direttore del dormitorio di Batumi, Tamara traduttrice e 3 persone del dormitorio che lavorano alla Casa della Speranza. Si è spiegato in maniera più approfondita come funziona il club, e la figura del Servitore-Insegnante colui che fa da facilitatore nel club. Si è continuato l’incontro con una parte teorica di un ora e mezza circa spiegando il pensiero del Prof. Vladimir Hudolin l’inventore di questo metodo. I partecipanti erano interessati e facevano domande esponendo anche qualche perplessità. Qualcuno è andato su internet e ha letto la biografia del Prof. Hudolin. Per loro è tutto nuovo ed è accettabile che ci sia qualche dubbio, comunque hanno accettato di buon grado di provare a fare club con alcuni loro pazienti che avevano già contattato prima del nostro arrivo. Si è preso appuntamento per il giorno dopo.

Lunedi sera si è fatto club al dormitorio dopo cena. C’erano presenti 6 persone con alcune ci eravamo incontrate nel precedente viaggio.Tutti hanno raccontato la stessa dinamica degli eventi: perdita della casa, del lavoro e quindi hanno iniziato a bere ma per lporo non c’entrava l’alcol. Abbiamo avuto la sensazione che si difendessero per la vergogna di essere giudicati. Alla fine abbiamo consigliato loro di guardarsi allo specchio e se hanno un problema di ammetterselo cercando di essere sinceri. Da qui si comincia il cambiamento. Il passato non si cambia, il futuro si crea.

Martedi 21 Marzo: al Centro Narcologico, in tarda mattinata, abbiamo avuto occasione di approfondire in maniera più efficace la semplicità e funzionalità del club. Erano presenti 5 persone in cura: una famiglia  marito e moglie, zio e nipote e uno da solo. Erano presenti anche la direttrice con le sue operatrici e il direttore del dormitorio Tamasi.

Uno di questi era appena stato disintossicato ma non riusciva a smettere di bere. Un’altro che da 4 mesi non beveva ha interagito subito portando la sua esperienza e dicendo che stava ben e si sentiva più sicuro e orgolioso di essere riuscito a smettere di bere.La moglie ha detto che quando vengono ospiti beve lei per evitare che bevi il marito perchè sembra che in Georgia non si possa non bere se viene un ospite. Il marito si vergogna a dire che non beve. Le persone si sono sentite libere di esprimersi e dire i loro disagi condividendoli coni altri che hanno lo stesso problema anche con qualche discussione. Ci siamo dati appuntamento per giovedi alla Casa della Speranza.
 Abbiamo notato che la vergogna e lo stigma ci sono sia in Georgia che in Italia

Mercoledi 22 Marzo: al dormitorio le cose erano cambiate. Le persone hanno parlato di sè stesse in modo sincero, senza crearsi scuse e alibi, Alcuni non avevano bevuto per niente, altri avevano diminuito mentre una persona nuova che era in evidente stato di ebrezza ci ha chiesto con le lacrima se veramente si può smettere di bere e stare bene. E’ molto importante dare speranza perchè l’alcolista non ci crede. Abbiamo risposto che noi crediamo che ci riusciranno. Tamasi ha preso in mano la situazione e ha condotto per buona parte del tempo il club. E’ stata una serata emozionale e sono stati coinvolti tutti. Abbiamo preso appuntamento per sabato e siamo usciti contenti compreso Tamara, la traduttrice, che la volta prima era rimasta un pò scoraggiata.

Giovedi 23 Marzo: Tamasi si è accordato con la dott.Mery del Centro Narcologico per fare club con i suoi pazienti alla Casa della Speranza. Mary è arrivata con una persona gli altri non sono venuti non è riuscita a rintracciarli. Dopo aver pranzato insieme abbiamo fatto club con loro due,le persone che di giorno lavorano allla Casa della Speranza:Tamuri, Jura,Eduard e Angelina; Tamasi, Liana di Caritas georgiana e Tamara. Mery ha espresso le sue perplessità nella riuscita del club in quanto avrà delle difficoltà nel chiamare le persone per la riunione. Gli diciamo che se sorge il club ci sarà una condivisione del problema e l’interesse delle persone del club sarà vicendevole. Dopo aver sfogato le sue perplessità la vediamo più sollevata.Tamuri dice di credere nell’utilità del club e Jura dice che se le persone riusciranno a dire la verirà sul loro bere sarà profittevole anche gli altri sono d’accordo .Stabiliamo il prossimo incontro sabato alla Casa della Speranza sempre alle 14

Sabato 25 Marzo: sono presenti alla riuniane di club: Mary e il suo paziente, Tamuri, Jura, Eduard, Aida Angelina, suor Loredana e Tamasi. Le persone si aprono e raccontano ciò che provano riguardo al loro passato dei loro momenti di depressione della loro solitudine. Le cose dette le vogliamo tenere riservate. Possiamo dire che gli ha fato bene condividere e ascoltare i loro sentimenti, perchè il club crea un clima di empatia e solidarietà che non esiste altrove.Mery vedrà se riuscirà a fare qualcosa insieme a Tamasi per iniziare a tenere un club. Vediamo che il volontariato non è nella loro cultura.

Sabato al dormitorio erano presenti 6 persone fra cui uno ubriaco. La sua presenza è stata utile per gli altri. Sergio ha chesto come si sentivano a vedere una persona cosi’: Tamuri ha risposto: male perchè mi ricorda quando bevevo io. Crediamo che Tamuri prima di conoscerci avrebbe riso della situazione. Il club si protrae per circa un ora. Le persone parlano di sè, di come passano le giornate. Qualcuno ha smesso di bere e ha una faccia migliore. Tamasi ha quasi completamente condotto il gruppo insiema a suor Loredana e alla fine offerto dei dolci per salutare quelli del dormitorio e noi.

Domenica abbiamo incontrato le persone del dormitorio davanti alla chiesa e siamo andati a prendere un caffè vicino al mare. In un clima sereno e amichevole abbiamo chiacchierato e ci siamo capiti pur parlando 4 lingue diverse. E’ stato un gran bel caffè. Poi siamo andati in chiesa e. ci siamo seduti tutti vicini sorprendendo Padre Gabriele che diceva la messa.

Come obbiettivi per il prossimo viaggio:

– monitorare il club e rafforzarlo

– preparare il terreno per svolgere un corso di sensibilizzazione per formare servitori-insegnanti  della durata di 6 giorni
– cercare di individuare i possibili corsisti
– individuare come trovare i fondi

Padre Gabriele ci incoraggia a continuare. Anche lui è molto interessato e cercherà di creare i presupposti con le strutture mediche presenti a Kutaisi per far conoscere il metodo del club.